Percorsi formativi elaborati in collaborazione con le imprese del territorio; una didattica basata per almeno il 30% sulla pratica in azienda, stabilendo subito un legame molto forte con il mondo produttivo; un placement altissimo e qualificato che occupa quasi l’80% dei ragazzi ad un anno dal diploma. Sono questi alcuni degli elementi che fanno del Sistema ITS (Istituti tecnici Superiori) e dell’Apprendistato in Alta formazione e ricerca (di 3° Tipo) un efficace volano per l’occupazione dei giovani e per la crescita delle imprese. L’Alta Formazione Tecnologica e Specialistica è una realtà ancora poco conosciuta, ma che produce posti di lavoro e offre alle aziende concrete occasioni di sviluppo. Soprattutto oggi, in un contesto produttivo orientato all’Industria 4.0 e in un mercato del lavoro che cerca figure tecniche giovani e ad alta specializzazione.

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È quanto è emerso nel corso dei due convegni organizzati a Bari e a Brindisi da Umana (Agenzia per il lavoro che conta in Italia 130 filiali operative e impiega mediamente 24 mila persone ogni giorno), in collaborazione con Assolombarda e Fondirigenti, dal titolo: “ITS e Alto Apprendistato, opportunità e benefici per le imprese”, che si sono svolti ieri  – presso la sede dell’ITS “Cuccovillo” di Bari che da anni con i suoi corsi di meccanica, meccatronica e Made in Italy ha garantito un’occupazione qualificata e gratificante a 9 ragazzi diplomati su 10  – e oggi (mercoledì 28), in collaborazione con Confindustria Brindisi, nella sede di Corso Garibaldi.

Dopo gli eventi lombardi, è dunque questa volta la platea pugliese quella specificatamente scelta da Umana (unica assegnataria del bando Fondirigenti a valere per l’anno 2017 e 2018) per spiegare alle aziende del territorio nazionale il valore della sinergia con gli ITS, in un progetto di divulgazione e informazione che nasce dall’impulso Fondirigenti e in collaborazione con Assolombarda e Aldai.

I dati sul placement per gli ITS in ambito nazionale (Monitoraggio ITS, MIUR, marzo 2017) raccontano infatti che dei 1.767 diplomati, il 79,1% (1.398 soggetti) risulta occupato a 12 mesi dalla conclusione del percorso formativo. Di questi, l’87,5% ha trovato lavoro in un’area coerente con la formazione appena conclusa.

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E che l’Alto Apprendistato sia una chiave straordinaria per il mercato del lavoro lo ha certificato tra l’altro lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico che ha riconosciuto l’importanza degli ITS inserendoli all’interno del Piano impresa 4.0 e promuovendo un aumento del finanziamento per gli ITS inserito nella Legge di stabilità per il prossimo triennio.

L’apprendistato di 3° tipo in somministrazione – è emerso nel corso dei convegni – è un modello grazie al quale tutti vincono. Vincono le imprese, che hanno la possibilità di scegliere giovani promettenti e motivati, intravedendo in loro i futuri collaboratori di fiducia, addestrandoli professionalmente sotto la propria guida e monitoraggio. E vincono i giovani che hanno un’opportunità di ingresso (contrattualmente normato e sicuro) nel mondo del lavoro fin da subito, e che godono del vantaggio competitivo di imparare lavorando attraverso un percorso di formazione mirata, qualificante, riconoscibile, tracciabile e verificabile, e quindi spendibile per il futuro.

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Hanno partecipato all’incontro barese, oltre a Maria Raffaella Caprioglio e Giuseppe Venier, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Umana Spa, anche Chiara Manfredda, responsabile Area Sistema Formativo e Capitale Umano di Assolombarda-Confindustria Milano Monza e Brianza; Cesare De Palma, delegato della Presidenza per l’Education, Confindustria Bari e BAT; Vito Carnimeo, presidente della Delegazione di Bari Federmanager; Lucia Scattarelli, presidente Fondazione ITS “A. Cuccovillo”di  Bari e una rappresentanza di manager e imprenditori del territorio pugliese che hanno investito negli ITS.